Dolciaria Serio ...
dal 1926 ottanta anni di dolci bontà
La Dolciaria Serio, premiata dolciaria sannita produce con passione e maestria il famoso "Croccantino di San Marco", nota specialità gastronomica, famosa in tutto il Mondo per essere un torrone dalla particolare prelibatezza
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Storia del Torrone
Il Torrone di Benevento è da sempre testimonianza di una lunga tradizione, simbolo di una terra e del suo popolo, espressione
di artigianalità e genuinità.


Questo dolce composto di miele, albume e nocciole era conosciuto già dal tempo dei Romani i quali lo chiamavano “Cupedia".
Questo termine, che nel suo passaggio dall’idioma latino a quello dialettale che è “Cupeta”, non ha subito quasi alcuna
trasformazione, presso i Romani, in linea generale, significava sregolato desiderio di Cibi delicati.

Non si conosce la esatta etimologia del termine Torrone, è probabile che derivi dal verbo latino torréo, rrés, rrùi, stùm il quale
significa, tra l’altro, abbrustolire, arrostire, tostare, essendo primo ed indispensabile ingrediente del torrone la nocciola o la
mandorla abbrustolita o tostata.

l Torrone si diffuse in particolar modo nel XVII secolo periodo a cui risalgono le prime varietà:
il Perfetto Amore, l’ Ingranito ed il Torrone del Papa.


Il Perfetto Amore era costituito da miele, bianco d’uova e nocciole ricoperte da un naspro per lo più di cioccolato, limone o caffè.
L’ Ingranito comprendeva oltre al miele, all’albume ed alle nocciole dei confetti lunghi e stretti chiamati cannellini ed il tutto era
avvolto in una grana di zucchero e quindi ingranito.
Il Torrone del Papa era composto di zucchero liquefatto, pinoli e un po’ di frutta sciroppata. Il suo nome può derivare sia dal fatto
che essendo molto gustoso era degno della bocca di un Papa e sia dal fatto che essendo assai molle poteva essere mangiato facilmente in età senile, nella quale generalmente, si viene assunti sul soglio di Pietro.

Più tardi si affermò il Torrone della Regina, simile a quello del Papa e che invece di grana era ricoperto di naspro che fu dedicato
alla golosità del re Ferdinando I di Borbone.
Per il suo sapore superiore, quasi regale era un dolce apprezzato da tutti, sia dai popolani, che lo producevano in casa per
consumarlo nei giorni di festa o per venderlo ai mercati, sia per i ricchi ed i nobili che lo offrivano ad ospiti e commensali.

Successivamente si diffuse il cosiddetto Torrone Perfezionato, cioè una “Cupeta” molto raffinata costituita sempre da miele bianco
d’uova e mandorle pugliesi in cui durante la cottura a fuoco lento, per la durata di circa otto ore, si versano delle essenze odorose e
la novità era che il tutto invece di essere ricoperto con naspro o grana era ricoperto da ostia.

Ancora oggi , il Torrone conserva il sapore di una volta infatti la scelta delle materie prime, la lavorazione e la cottura sono svolte
con la stessa cura e passione di un tempo.

La qualità e la genuinità sono assicurate dal rispetto delle antiche ricette e dall’utilizzo di metodi di produzione artigianali.

Inoltre, l’adozione di numerose innovazioni tecnologiche nel processo produttivo consente di migliorare continuamente le
caratteristiche fisiche ed organolettiche del torrone e di creare nuovi gusti e pezzature.
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